La villa portoghese

Una Quinta Portuguesa

  • Regia: Avelina Prat
  • Attori: Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic, Rita Cabaço, Xavi Mira
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Portogallo, Spagna
  • Durata: 114′
  • Al cinema dal 8 gennaio 2026

Fernando (Manolo Solo) è un docente di geografia, sposato da un paio d’anni con una donna di origine serba. Un giorno lei sparisce, senza dare nessuna spiegazione, e lui si ritrova a non sapere da dove iniziare a cercarla, non sapendo nulla del suo passato. Parte allora per il Portogallo, dove conosce Manuel, un uomo che vive felicemente una vita da nomade, fatta di lavori saltuari. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a lavorare, come giardiniere, nella bellissima villa di Amalia (Maria de Medeiros), una donna dal passato tutto da scoprire.

La villa portoghese è un film sulle casualità della vita, di come le nostre scelte sono molto spesso risultato di avvenimenti indipendenti da noi, solo frutto del caso che ci fa ritrovare in certi luoghi, in certi momenti, con certe persone. Da una parte quindi il caso, dall’altra la tesi ben sostenuta dalla regista che la ricerca della propria casa, della propria identità e del luogo a cui noi apparteniamo non è forzatamente   identificabile nel luogo in cui siamo nati o, almeno, non è quello soltanto. Ma, ancor di più, questa ricerca del sé avviene dall’incontro di Manuel con persone a loro volta lontane da casa o vissute in luoghi diversi, come Amalia, vissuta per molto tempo in Africa, che cerca con testardaggine di ricollocarsi in un luogo, in una casa in cui vivere,

La pellicola diventa così una ricerca collettiva di persone che cercano di ricollocarsi, ognuna di loro autonomamente, senza necessariamente pensare a legami affettivi. Questa ricerca chiamiamola di ricollocazione è l’impianto su cui regge il film, ma ne segna anche il difetto: i tempi della ricerca sono troppo dilatati.

Una pellicola, in conclusione, interessante che riprende i temi della propria identità e della ricerca continua di nuove possibilità, invitandoci a non fermarci non solo fisicamente, ma anche idealmente, in un solo luogo, sapendo che esiste sempre almeno una seconda possibilità.

Classificazione: 3 su 5.

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